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Intervento di osteotomia correttiva del ginocchio

Intervento di osteotomia correttiva del ginocchio

Il ginocchio può presentare una deformità in varismo (deviazione verso l’interno) oppure in valgismo (deviazione verso l’esterno) a causa di vari motivi:  conformazione costituzionale, pregresso intervento di asportazione completa del menisco, lassità legamentosa, artrosi monocompartimentale

Tale deformità, che si accentua con il carico e il peso corporeo, si aggrava progressivamente e causa dolore e limitazione funzionale. L’osteotomia correttiva è un intervento chirurgico che si propone di riallineare l’arto inferiore, spostando il peso del corpo sulla parte non danneggiata e riequilibrando cosi’ il carico sul ginocchio.
Il coinvolgimento del compartimento mediale (varismo), più frequente, è trattato con una osteotomia alta di tibia ad effetto valgizzante (OAT), il coinvolgimento del compartimento laterale (valgismo) viene trattato con una osteotomia sovracondiloidea di femore ad effetto varizzante (OSF).

L’intervento consiste in una frattura chirurgica nella parte superiore della tibia, o inferiore del femore, che viene sintetizzata generalmente con una placca metallica e viti fino alla sua consolidazione,con un asse femoro-tibiale più corretto. Il paziente entra ricoverato dopo avere eseguito gli accertamenti preoperatori e la visita anestesiologica;la durata del ricovero, dopo l’intervento, è generalmente di 3-5 giorni, per la valutazione del decorso postoperatorio, eseguire la rxgrafia di controllo e le medicazioni.
Dopo l’intervento viene applicato un tutore di immobilizzazione per qualche settimana e non si deve appoggiare l’arto operato (in modo completo per 30-40 giorni e parzialmente per 45-60 giorni).

Quindi si dovranno eseguire:
i controlli ambulatoriali, al primo e secondo mese , per le visite e le rxgrafie. la fisioterapia per il recupero della motilità articolare e la ripresa della deambulazione corretta, su indicazione del chirurgo.

Le possibili complicanze sono rappresentate da:
rigidità del ginocchio; di solito il movimento viene recuperato in modo soddisfacente; in rari casi è necessario un reintervento per la mobilizzazione articolare.
infezione post-chirurgica; richiede una terapia medica antibiotica, controlli con esami del sangue e talora la rimozione della placca. mancata consolidazione della osteotomia; richiede un nuovo intervento di osteosintesi. tromboembolia venosa; l’intervento al ginocchio è a rischio per la comparsa, in modo più o meno grave , di tale patologia; la prevenzione avviene con la terapia medica anticoagulante(eparine a BPM) e con esercizi che mantengono attiva la muscolatura.
persistenza del dolore; per insufficiente correzione assiale o marcato grado di distruzione articolare; in caso di artrosi può essere necessaria la ripresa con la protesi di ginocchio.

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