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Fratture dell'epifisi prossimale della tibia

Fratture dell'epifisi prossimale della tibia

Le fratture dell'epifisi prossimale della tibia sono note anche con il nome bumper injuries e sono causate da cadute dall'alto o atterraggi in rotazione-compressione.
Le sollecitazioni in varo o in valgo causano lesioni legamentose o/e fratture all'estremità prossimale della della tibia se sono accompagnate a forze di compressione.
Le fratture scomposte sono considerate tali qualora l'affossamento è superiore a 3 mm.

Il trattamento generalmente viene applicata una terapia chirurgica che consiste nella riduzione e nella sintesi con fissaggio interno a mezzo di viti o placche.
Nelle fratture accompagnate ad affossamento articolare è necessario colmare la perdita d'osso con un trapianto di tessuto osseo al fine di ricostruire il piano articolare.

L'attesa per la ripresa dell'attività sportiva è piuttosto lunga in quanto si deve attendere la completa guarigione ossea e la riparazione di eventuali lesioni condrali e il trattamento di eventuali lesioni capsulo-legamentose o meniscali. Per quanto riguarda lo sport agonistico i tempi di ripresa variano da 4 a 6 mesi.

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Le fratture dell'epifisi prossimale della tibia sono note anche con il nome bumper injuries e sono causate da cadute dall'alto o atterraggi in rotazione-compressione.

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