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Ortopedica per lesioni del ginocchio

Ortopedica per lesioni del ginocchio

Come la moderna chirurgia ortopedica cerca di porre rimedio alle sempre più frequenti lesioni del ginocchio con una cartilagine di… scorta ?

La cartilagine è il rivestimento che ogni articolazione (ginocchio, spalla, caviglia, anca, ecc.) presenta sulla superficie di contatto tra i due capi articolari; è estremamente levigata, di colore biancastro ed è in grado di permettere un movimento sempre perfetto. Con un solo neo: se è danneggiata non si riforma, a differenza di molti tessuti del nostro corpo. Non esiste praticamente nessun giunto meccanico costruito dall’uomo in grado di avvicinarsi alla perfezione di una articolazione, in grado di autolubrificarsi (quel velo di liquido sinoviale che inumidisce la superficie della cartilagine) e che possa funzionare perfettamente tanti anni quanto la vita di un essere umano. Purtroppo non sempre questa cartilagine si mantiene in buono stato per tutta la vita.

Diverse sono le cause che possono portare al suo danneggiamento: i traumi acuti, i microtraumi (per es. i sovraccarichi sia sportivi sia lavorativi), l’obesità, infezioni, malattie sistemiche, ecc., ma di questo soprattutto i traumatismi, diretti od indiretti possono portare ad un danno immediato della cartilagine od ad una usura che si instaura poco alla volta. E da questo punto cominciano i sintomi: gonfiori, dolore, limitazione motoria, talvolta cedimenti.

Non sempre la diagnosi è facile, e le indagini che spesso vengono proposte (dalla radiografia alla TAC, alla risonanza magnetica), difficilmente riescono a cogliere il problema soprattutto nelle fasi iniziali. Ma tant’è che comunque, prima o poi, arriva la fatidica diagnosi dell’ortopedico: “c’è la cartilagine rovinata”. Si provano vari tipi di terapia: applicazioni locali di farmaci, cure fisiche (laser, ultrasuoni, magnetoterapia, ecc.), farmaci anti-infiammatori, ginnastica riabilitativa, ma con risultati spesso deludenti. Ed il motivo dell’insuccesso è ovvio: se esiste un danno cartilagineo e la cartilagine non si rigenera, la situazione peggiora nel tempo provocando l’insorgenza dell’artrosi. Le terapie a cui si accennava prima hanno lo scopo di ridurre l’infiammazione e quindi il dolore, migliorare il tono muscolare aiutando il movimento, ma come detto difficilmente incidono sull’evoluzione della condropatia in senso positivo.

Il problema maggiore si manifesta solitamente agli arti inferiori poiché il carico accentua l’effetto degenerativo.
Il ginocchio da questo punto di vista è emblematico: si tratta di una articolazione di carico, con una cinematica complessa legata alla sua forma geometrica ed alle strutture legamentose e meniscali che la compongono, e spesso basta un’alterazione ad una di queste per innescare l’inizio di una condropatia.
E’ estremamente frequente infatti riscontrare un problema cartilagineo durante interventi artroscopici per lesioni legamentose o meniscali. Il trattamento ortopedico della condropatia, nelle forme meno gravi, può essere effettuato in artroscopia e consiste nel ripulire e rendere più omogenea e liscia la zona di cartilagine danneggiata con particolari strumenti (condroplastica) o praticare delle microperforazioni nell’osso sottostante favorendo la formazione di un coagulo (microfratture).

Al posto della cartilagine si forma così un neo tessuto fibrocartilagineo che però non sempre è in grado di sopportare a lungo le sollecitazioni funzionali di questa articolazione con le conseguenze cliniche già descritte: gonfiore, dolore, limitazione funzionale.
Un’altra tecnica che in questi recenti anni ha trovato uno spazio importante è l’autoinnesto osteocartilagineo mediante una tecnica definita mosaicoplastica. Essa consiste nel prelevare con una specie di carotatore dei piccoli cilindri di osso e cartilagine da una zona di non carico dello stesso ginocchio ed inserirli come tasselli di un mosaico nell’area danneggiata. E’ una tecnica applicabile a lesioni non di grandi dimensioni, in quanto per ovvi motivi non è possibile prelevare molti tasselli di cartilagine sana, pena l’indebolimento eccessivo dell’articolazione.

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