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L'artoscopia, nata come mezzo diagnostico per vedere dentro l’articolazione, è diventata successivamente una tecnica chirurgica.
Essa consiste nel visualizzare un'articolazione, attraverso un dispositivo ottico; infatti può essere praticata oltre che nel ginocchio anche nella spalla e nella caviglia.
Dopo aver gonfiato con liquido fisiologico l’articolazione, si praticano due piccole incisioni di circa 5 mm attraverso le quali si introducono la fibra ottica e gli strumenti chirurgici.
Il paziente si ricovera a digiuno il giorno dell’intervento, con gli esami pre-operatori pronti; gli viene effettuata l’artroscopia, intervento che dura in media 20-30 minuti, e, se il decorso è regolare, viene dimesso il giorno stesso. Utilizzerà poi le stampelle per un periodo variabile a seconda dell’intervento eseguito ed eseguirà degli esercizi fisioterapici.
Le strutture che si possono osservare durante l’artroscopia sono:
i menischi
le cartilagini articolari
i legamenti crociati, anteriore e posteriore
la membrana sinoviale.
I menischi che servono ad aumentare la superficie di contatto e distribuire i carichi tra tibia e femore sono due, interno ed esterno e hanno una forma a semiluna.
Il danno al menisco si può manifestare su tutta la sua superficie o soltanto in parte.
Il vantaggio dell’artroscopia è di rimuovere o riparare, in modo selettivo, la sola parte danneggiata.
Le cartilagini articolari ricoprono le superfici ossee della tibia, femore e rotula.
Hanno lo spessore di qualche millimetro e scivolano una sull’altra; la loro superficie liscia garantisce l’assenza di attrito nel movimento.
Quando la cartilagine si fessura o si consuma, perdendo la caratteristica levigatura liscia, inizia il quadro di “condropatia” cioè di sofferenza della cartilagine che può giungere al grado di erosione ed alterazione che caratterizza l’artrosi.
I legamenti crociati, anteriore e posteriore, sono due fasci fibrosi che uniscono la tibia ed il femore, mantenendo stabile il ginocchio. Il legamento crociato anteriore (LCA) è danneggiato più frequentemente rispetto al posteriore essendo più sottile e meno resistente e maggiormente sollecitato durante i movimenti di rotazione. La rottura del LCA provoca il cedimento dell’articolazione per cui è necessario ricostruire il legamento con un trapianto tendineo.
La membrana sinoviale è un manicotto fibroso che riveste l’articolazione e produce il liquido sinoviale che nutre e protegge il ginocchio.
Quando il ginocchio presenta un problema, frequentemente, il primo segno è rappresentato dal gonfiore cioè da un aumento infiammatorio del liquido sinoviale; inoltre la membrana sinoviale può andare incontro a malattie specifiche come per esempio l’artrite reumatoide.